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Progetto “Addiction Prevention in Schools” (ASP)

Youth worker, docenti e istituzioni contro la dispersione scolastica

Due giornate di lavoro per lo scambio di prassi nel settore dell’educazione con Belgio e Norvegia

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Dal 2 al 5 maggio la Società Cooperativa Sociale L’Arcobaleno ha ospitato a Lecce il secondo meeting transnazionale del progetto Addiction Prevention in Schools (APS),  progetto della durata di tre anni rientrante nel Programma Erasmus+ (KA2 – partenariato strategico). I partner coinvolti intendono scambiare competenze e strumenti nell’ambito della prevenzione per sviluppare nuove conoscenze su come enti, scuole ed educatori lavorano insieme per conoscere le varie dipendenze che spesso causano l’abbandono del ciclo scolastico da parte dei giovani.

La partnership si compone di tre scuole, tre autorità locali e la comunità terapeutica L’Arcobaleno di Lecce con una distribuzione geografica che copre l’Europa da nord a sud coinvolgendo Norvegia, Belgio e Italia.

Il focus del progetto è quello di migliorare le competenze di docenti, youth worker e amministratori pubblici per aiutare i giovani nelle tarda adolescenza a prevenire lo sviluppo di dipendenze, migliorare l’esito della loro educazione e la qualità della loro vita.

Il 3 di maggio siamo andati ad incontrare i partners del progetto che nel secondo anno del progetto si sono incontrati in Italia.

Arve Kjøstvedt, capofila del progetto e preside della scuola secondaria norvegese Fosen Videregående skole di Biugn ha dichiarato che la prima causa di abbandono scolastico in Norvegia è la dipendenza da dispositivi elettronici e giochi on-line che molto più spesso ne causano non tanto la sospensione degli studi, quanto un prolungamento del tempo in cui i ragazzi impiegano a concluderne il ciclo e solo in un secondo momento subentra la dipendenza da droghe che resta una causa relativamente trascurabile.

Della situazione belga ce ne ha parlato la professoressa, Lieve Fransen della scuola secondaria di Stedelijke Handelsschool di Turnhout , sostenendo che vi è un importante fattore culturale alla base della dispersione scolastica, ovvero che gli studenti preferiscono abbandonare la scuola per iniziare a lavorare, evidenziando una scarsa fiducia nell’istruzione in quanto percorso formativo per intraprendere carriere lavorative maggiormente remunerative.

Questo pensiero è pienamente condiviso dalla popolazione italiana portando anche qui, come prima causa di abbandono scolastico, il fattore culturale.

Maurizio Maggio, professore di inglese presso il Polo professionale “Luigi Scarambone” di Lecce, ha descritto la situazione del sud Italia con percentuali di dispersione decisamente alte, siamo infatti tra il 25% e il 30%, ma in questo quadro tendenzialmente negativo si registrano riprese importanti grazie sia agli investimenti che lo Stato opera per la risoluzione del problema, ma soprattutto grazie agli interventi coordinati tra associazioni culturali, enti privati ed enti pubblici tra cui il Dipartimento Dipendenze patologiche della ASL di Lecce e la Cooperativa Sociale “L’arcobaleno”, con i quali è stato creato il TIAP, tutti insieme alla pari, un accordo che reca supporto direttamente nelle scuole ed in altri ambienti a rischio, come ad esempio il carcere.

Parlando più in generale, le azioni intraprese nei tre Stati partner spaziano dai tradizionali workshop di sensibilizzazione e prevenzione dedicati alla fascia della popolazione che va dai 12 ai 16 anni, alla cura medica e psicologica dei soggetti schiavi di qualsivoglia dipendenza che devia il loro percorso di vita. Ad esempio in Norvegia Sigrun Klausen del  comune di Ørland, organizza una serie di attività, manuali ed intellettuali, con il sostengo di medici e psicologi, per intrattenere ed aiutare i suddetti soggetti ad uscire dalle dipendenze che li attanagliano.

Durante la giornata, i partecipanti sono stati invitati a visitare il Polo professionale “L. Scarambone”, incluso nel progetto per volontà del corpo docente e del preside, in quanto l’istituto ha avuto negli scorsi anni un’alta percentuale di dispersione scolastica. Il preside Raffaele Capone ha affermato che il desiderio di partecipare a tale progetto risiede nel desiderio di voler conoscere le buone pratiche messe in campo per fronteggiare il problema negli altri Paesi europei per poi, in un secondo momento, importarle e metterle in pratica. Alcune azioni sono già state messe in essere ma è ancora prematuro cercare di quantificarne i benefici. Secondo il prof. Capone il Ministero con le sue ultime riforme ha allontanato il modello scolastico italiano da quello europeo, più adeguato alle esigenze della società attuale, diminuendo le ore di laboratorio negli istituti professionali, auspicandone però un dietrofront.

Le azioni del progetto si realizzeranno attraverso diversi incontri a livello locale e 6 incontri a livello transnazionale, due per ciascun anno del triennio 2015-2018. Gli incontri transnazionali hanno l’obiettivo di monitorare e confrontare i lavori svolti nei propri Paesi di appartenenza per realizzare output rilevanti ai fini di migliorare la relazione educatore-giovane. Alla fine del periodo di progetto, i partner organizzeranno tre conferenze nazionali per diffondere le conoscenze, le competenze e gli strumenti acquisiti per tutta la durata del progetto APS. Queste conferenze saranno aperte a enti, educatori, docenti, operatori culturali e dell’associazionismo locale.



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